Vivo con un cane aggressivo (anzi, due) – di Alexa Capra

vivere_cane_aggressivo_06Vivo con un cane aggressivo. Anzi, due.
Grisou, il mio border collie, è intollerante verso gli altri cani. Non gli altri cani maschi, no. In questo è molto democratico: non sopporta tutti gli altri cani. Con un lungo lavoro sulle sue competenze emotive, oggi è in grado di sopportare la vista, la presenza e persino il contatto di alcuni cani.
Arj, la mia femmina di pastore tedesco, è ancora più democratica: reagisce a cani e persone. A due mesi drizzava il pelo e abbaiava. Di fronte a una difficoltà, si rifugiava nell’aggressività. A due anni è in grado di stare libera in mezzo a persone, e sceglie di ignorare i cani che non è in grado di affrontare.

A volte penso che la mia, la nostra, vita sarebbe più semplice se fossero in grado di relazionarsi con il resto del mondo. Ma più spesso penso che è stata una fortuna incontrarci, perché questo ha permesso a me di aiutarli, e a loro di evitare di essere sgridati, puniti, inibiti, ridotti a zombie privi di reazioni.
Tutti e due mi hanno insegnato molto, non solo sull’aggressività, ma su cosa significa vivere con un cane aggressivo, gestirlo e aiutarlo.
Perché, sia chiaro, per me un cane che manifesta aggressività ha bisogno di aiuto.

E’ importante distinguere tra aggressività e comportamento aggressivo.

L’aggressività è una caratteristica individuale. Esistono cani più aggressivi, e cani meno aggressivi. Ho vissuto con una cagna molto aggressiva, ma molto confidente e socievole. A vederla, nessuno avrebbe mai pensato che fosse aggressiva. Lo era, ma era talmente confidente e socievole da non avere mai problemi con niente e nessuno. Non dimostrava aggressività per la semplice ragione che non ne aveva un motivo.
Vivo con una cagna poco aggressiva. Oggi dal veterinario ha provato dolore e si è spaventata, ma non ha mai provato a minacciare la veterinaria, o me.

Il comportamento aggressivo per me è segno di una perdita di controllo, di una difficoltà emotiva, di una fragilità del cane. Questo è vero soprattutto se il comportamento aggressivo non è giustificato dal contesto. Immaginate di essere in un parco cittadino. Una persona vi chiede una informazione stradale. La aggredite? Un uomo è seduto su una panchina e legge il giornale: lo aggredite? Un ragazzo vi tira una pallonata addosso mentre sta giocando a calcio: lo aggredite? Ma se una persona vi minaccia, e pensate di poterlo fare, allora reagite eccome. Questi sono i contesti. Un cane che ha un problema di insicurezza emotiva, di perdita di controllo, tende a reagire in contesti in cui un altro cane si sentirebbe sicuro, o al più un po’ testo.

Grisou aggrediva qualunque cane, a prescindere dalla taglia, il sesso, e, soprattutto, il comportamento. A sette mesi ha messo in fuga un terranova maschio di 3 anni. Poi ho smesso. Ho smesso di credere che le classi di socializzazione l’avrebbero aiutato, visto che era evidente che gli mancavano gli strumenti per relazionarsi con gli altri cani. La cosiddetta socializzazione è una fetta, di tutti gli strumenti utili al cane. Con Grisou era una fetta molto ma molto sottile.
Arj ha minacciato parecchi cani e parecchie persone, senza mai aggredire nessuno. Ho sempre evitato che la situazione superasse certi limiti, trattandosi di un pastore tedesco di più di 30 kg.
Con entrambi i miei cani ho scelto di lavorare “dietro” prima di preoccuparmi delle loro reazioni “davanti”. Dietro sono io, davanti è il mondo. Ho costruito pezzo per pezzo la loro fiducia in me, la loro capacità di credermi e di affidarsi a me. Questo non risolve il problema, perché il loro problema non sono io, è “davanti”, è il mondo. Ma almeno da loro uno strumento importante per sentirsi più sicuri, più confidenti. Un cane che si sente sicuro, confidente, non è un cane che dimostra aggressività.

Un altro elemento  è stato sviluppare la loro capacità di controllo emotivo, attraverso l’apprendimento. L’apprendimento se svolto nel modo corretto, è uno strumento incredibilmente efficace per aiutare cani in difficoltà.

vivere_cane_aggressivo_05Ho ridotto stress e reazioni negative e aumentato tutto ciò che nella vita dei miei cani è piacevole, divertente, felicità e gioia. Un cane felice sopporta molto meglio un eventuale stress di un cane infelice.
Ho imparato a conoscere ogni loro segnale, ogni loro stato emotivo, ogni reazione agli stimoli, con estremo dettaglio. Non ho bisogno di chiedermi se uno dei miei cani ce la farà in una certa situazione: lo so. Ovviamente evito o gestisco le situazioni a rischio, senza lasciare mai il cane da solo.

Anni fa durante un seminario stavo spiegando che quando viviamo con un cane aggressivo, dobbiamo sapere in ogni istante cosa succede intorno a noi, e cosa sta facendo il cane. Un partecipante commenta: “Ma io non posso passare ogni secondo a guardare il mio cane quando è con me!”. Gli rispondo: “Se vivi con un cane aggressivo, devi farlo”.
Grisou è un cane emotivamente in difficoltà con gli altri cani. Arj è una cagna insicura e aggressiva.  Grisou è un cane generoso, forte, affettuoso e giocherellone. Arj è una cagna sensibile, dolcissima. Passa il tempo a cercare di evitare tensioni nel gruppo, si prende cura di tutti. Quando si sente sicura, è gentile e dolce anche con persone che non conosce. Diventa aggressiva solo quando è in difficoltà.

Non sono cani con un difetto, è la loro personalità.

Non siamo Dio, non possiamo dare alla personalità di un cane la forma che desideriamo. Dobbiamo accettare che un cane abbia delle fragilità, che non corrisponda alle nostre aspettative in ogni suo comportamento.
Il nostro compito è capirli, dare loro degli strumenti che li aiutino, non lasciare che “esplodano” emotivamente a contatto con stimoli che non sono in grado di gestire. Dobbiamo dare loro sicurezza, affetto, comprensione, evitare che la loro difficoltà li isoli socialmente.

Sgridare, punire o inibire un cane aggressivo, in difficoltà, significa solo precipitarlo in un abisso di solitudine e disperazione.

ps. Nel caso non fosse chiaro, credo che in nessun modo un collare a strangolo (o altro strumento di dolore, paura e di controllo), possa aiutare un cane aggressivo. Credo che in nessun modo un atteggiamento da “capobranco”, un controllo fisico e psicologico, possa aiutare il cane. Questi strumenti danno al proprietario l’illusione del controllo, ma in nessun modo aiutano IL CANE.

19/06/2013 Testo Alexa Capra

Fotografie Daniele Robotti (tranne la fotografia di copertina)

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Articolo tratto da http://www.waggingweb.com

Curriculum vitae di Alexa Capra