Il bull terrier di origine rescue

Aspetti veterinari

L’adozione è una scelta molto generosa, ma deve essere anche una scelta consapevole: adottare un Bull Terrier rescue significa aprire le porte della propria famiglia ad un cane che molto spesso (quasi sempre….) ha origini non chiare e non dispone di garanzie certe sulla salute e la selezione.

I Bull rescue sono rarissimamente Bull di allevamento: sono spesso cani provenienti da cucciolate amatoriali , mentre molti dei nostri Bull sono acquisti avventati in negozi: apriamo una piccola parentesi sulla provenienza dei cani da negozio…

Si tratta di cuccioli che o provengono dall’est  o da allevamenti intensivi ed abusivi spesso ospitati in capannoni e magazzini. Questi cuccioli vengono tolti alle madri troppo presto,molto prima dei due mesi.

Fanno viaggi al freddo pigiati nei furgoni, dormono in gabbie sporche ed inospitali, sono esposti a freddo e germi troppo presto, non conoscono un ambiente caldo ed l’amore di una famiglia (umana oltre che alla mamma cagna).

Tutto ciò ha grosse ripercussioni veterinarie, purtroppo spesso letali, e comunque non trascurabili: infezioni aggressive che vengono trattate con dosi massicce di antibiotici, infestazione da vermi e parassiti vari, mancate vaccinazioni tempestive, e ovviamente un sistema immunitario da subito compromesso. Oltretutto, non viene effettuata alcuna selezione su questi cani, cosa che li espone inesorabilmente a malattie ereditarie anche molto gravi.

Tutto ciò lascia quasi sempre uno strascico nella vita del cane, che paga tutto quanto subisce da cucciolo con una salute cagionevole da adulto, e con particolari sensibilità specie relative alla cute ed al pelo.

Cosa dobbiamo aspettarci:

Il Bull rescue innanzitutto è un cane che subisce lo stress dell’abbandono o comunque del cambio della sua famiglia umana: sballottato da una famiglia all’altra  protagonista di viaggi e nel peggiore dei casi di periodi in box in pensioni o canili, il nostro amico potrà somatizzare questo stress.

L’aspetto più comune è la dermatite da stress, che scompare col tempo ed una volta che il nostro amico si sarà ambientato e si sentirà più sicuro, ma che comunque va curata con visita veterinaria, farmaci ad uso topico e/o orale, dieta ipoallergenica che comunque andrà mantenuta per sempre.

Se il nostro Bull rescue proviene da un negozio, dobbiamo aspettarci che sia un cane particolarmente delicato: in almeno il 50% dei casi presenterà dermatiti ed allergie permanenti o stagionali.

Dovremo adottare per lui un regime alimentare molto curato, con crocchette ipoallergeniche ed umido di qualità, eventualmente integratori, e dovremo prevedere visite periodiche dal veterinario e cicli di cure che vanno da semplici prodotti ad uso topico a cure farmacologiche più serie.

La mancanza di selezione espone il nostro amico di provenienza rescue a patologie cardiache e renali che non necessariamente si sono già manifestate con sintomi evidenti.

 

Inoltre, cani provenienti dall’est o da allevamenti intensivi subiscono spesso da cuccioli dei bombardamenti antibiotici per polmoniti ed infezioni che contraggono: queste cure così importanti e delle volte anche maldestre possono rendere il cane sensibilizzato a vita, oltre che provocare danni permanenti a reni o fegato.

Insomma, l’adozione è un atto d’amore e di generosità: fermatevi un attimo a riflettere e chiedetevi se siete veramente pronti a dare al vostro amico rescue tutte le cure di cui potrebbe avere bisogno, appena arrivato, e per tutta la sua vita.

Un cane è per sempre, o almeno, per una buona decina d’anni….pensiamoci!

 

 

Aspetti caratteriali, di educazione e convivenza

Fonte: Il Blog dell’Ambulatorio Sempione

Spesso i Bull Terrier rescue sono cani provenienti dai negozi, e dunque dal giro scriteriato di cuccioli dall’est, strappati alle mamme molto prima dei 60 giorni…

Il precoce distacco del cucciolo dalla mamma è un fattore che spesso condiziona l’intera vita sociale del cucciolo.

Gli studi hanno confermato che i cuccioli che passano meno di due mesi con la mamma ed i fratelli hanno una probabilità molto maggiore di presentare problemi comportamentali e di socializzazione rispetto a quelli che correttamente restano con la mamma almeno 60 giorni.

Un cucciolo che proviene da un negozio e dunque dal giro di cani dell’est o allevamenti abusivi, viene sottratto alla mamma troppo presto: questo in futuro gli darà oltre il 50% di probabilità di essere un cane più agitato, meno propenso alla socializzazione con i suoi simili, distruttivo con gli oggetti e possessivo.

Questi fattori , sommati all’enorme stress causato dall’abbandono e, delle volte, a periodi trascorsi in canili o pensioni, rendono il nostro amico rescue un cane più vulnerabile dal punto di vista caratteriale e della socializzazione.

Quando dei cani molto giovani (meno di un anno di età) e provenienti da negozi cercano casa, ci viene chiesto per quale motivo vengono affidati come figli unici.

Ecco perché: le garanzie di stabilità caratteriale che offre un cucciolo non socializzato e sottratto presto alla mamma sono molte meno rispetto a quelle di un cucciolo cresciuto con cura ed insieme alla mamma. Il rischio che con la maturità ci si trovi con un cane spesso esagitato, incline alla rissa con i suoi simili per futili motivi, e intollerante alla convivenza con altri cani è elevato. Per questo motivo preferiamo che questi cuccioli si trovino in una famiglia senza altri cani, che si possa concentrare completamente sulla loro educazione, senza mettere a rischio la serenità di cani già presenti in famiglia e senza doversi trovare un domani a correre ai ripari o, addirittura, a trovare una nuova casa al Bull Terrier che è divenuto un adulto che non va d’accordo con i suoi simili.

Sappiamo perfettamente che esistono tantissimi casi di felice convivenza, ma conosciamo altrettanto bene casi di cuccioli cresciuti in armonia con altri simili e che con lo sviluppo si trasformano invece in Bull troppo scontrosi con i propri simili e che diventano aggressivi, gelosi o troppo possessivi per coabitare serenamente.

A completa tutela dei Bull rescue, che hanno già sofferto a sufficienza, affidiamo i cuccioli solo come figli unici: questo non ne pregiudica la futura serenità e socializzazione, e previene qualsiasi situazione di disagio o rischio che potrebbe insorgere invece in famiglie che hanno già cani.

 

Concludendo:

Chi adotta dovrà dunque mettere in conto nella maggior parte dei casi l’aiuto di un educatore cinofilo professionale, che segua l’inserimento del Bull in famiglia ed aiuti a superare tutti i piccoli e grandi problemi che un cane traumatizzato può portarsi addietro.

Oltre all’apertura verso l’aiuto dell’educatore, occorre armarsi anche di pazienza, specie nei primi giorni assieme al nostro nuovo amico: il cambio casa, il cambio delle precedenti abitudini e il contatto con la nuova famiglia rendono il cane spaesato, un po’ timoroso…se sporca in casa anche se adulto e già abituato a farlo fuori, se rompe qualche cosa, consideriamo che è un essere vivente che sta cambiando assetto di vita…diamogli tempo, amore e pazienza, dove serve l’aiuto dell’educatore, e diventerà l’amico perfetto.

L’adozione è anche questo!

 

Isabella per il BTRI