Le nostre ragioni, le ragioni dei nostri bull

Fino ad oggi non abbiamo mai voluto usare termini imperativi in merito all’impegno materiale shibuyache l’adozione di un cane comporta, né allinearci a quanto operato da molti altri rescue di razza e associazioni, italiani e stranieri, in tema di oneri economici: purtroppo ed ancora una volta dobbiamo fare un passo indietro e cambiare modo di lavorare.

L’adozione è un gesto meraviglioso, lo sappiamo, ma non è un favore che fate al cane, a noi o tantomeno a voi stessi: è una scelta CONSAPEVOLE, IMPEGNATIVA, COSTOSA.

Sì, costosa, e parliamo proprio di soldi.

Il fatto stesso che molti bull terrier giovani, belli e sani si trovino a cercare casa, dovrebbe far riflettere sull’esigenza della razza, e sul fatto che il loro aspetto estetico e il lato euforico e “spaccone” dell’esserne proprietari, durano pochi giorni….poi se non si è consci del proprio gesto, l’epilogo è sempre purtroppo la cessione del cane.

Succede che si prendono i propri impegni con superficialità, si pensa che tutto andrà bene, che gli avvertimenti e le richieste che facciamo siano esagerati e terroristici.

Si pensa che in fondo, un bull terrier, non sarà poi così diverso da un altro cane.

Rosicchierà qualche sedia magari, o farà la buchetta in giardino, o col consiglio dell’amico dello zio del vicino che fa l’addestratore lo renderemo un cane modello, che ci vorrà mai.

Che ci vogliate credere o meno, NON E’ COSì, non lo è quasi mai, ed esclusivamente a tutela dei nostri bull, vogliamo che sia chiaro cosa implica l’adozione di un bull terrier tramite rescue.

–       LA CASTRAZIONE/STERILIZZAZIONE dei bull che non lo siano già, è a carico della famiglia adottante: se l’intervento avviene prima dell’affido, chiederemo un anticipo delle spese agli adottanti, e forniremo ovviamente documentazione e fatture veterinarie attestanti le spese sostenute e l’esecuzione dell’intervento. Se avanzeranno dei soldi su quanto anticipato, potranno essere destinati ad altre esigenze del cane (sempre provabili da fatture e documentazioni), o restituiti.

–       L’APPOGGIO DELL’EDUCATORE CINOFILO (che sia già previsto per il bull che state per adottare o che sia un’esigenza emersa dalla situazione contingente), salvo casi eccezionali, non è una discrezione della famiglia, perché pensare di gestire da soli l’inserimento di un bull terrier di origine rescue è il primo passo verso la restituzione del cane. Si concorderanno insieme tempi e modalità, ma sin da quando vi candidate sappiate che ci sarà da impegnarsi, e da spendere, perché l’educatore è un professionista, ed in quanto tale va pagato.

Questo significa adottare un bull terrier tramite rescue, e questo firmate quando vi viene affidato: non è un gioco, né un esercizio nel mostrarsi evoluti a parole, ma richiede maturità e rispetto dell’impegno preso con noi ma SOPRATTUTTO CON IL CANE.